La terapia con ormoni tiroidei

LA TERAPIA SOSTITUTIVA CON ORMONI TIROIDEI

Dopo un intervento chirurgico di tiroidectomia totale, oppure in seguito alla diagnosi di ipotiroidismo, è necessario assumere l’ormone tiroideo per tutta la vita. L’ormone tiroideo è essenziale per un corretto funzionamento di tutte le cellule del nostro corpo in quanto ne determina il “livello energetico”.

Una corretta conoscenza della terapia con gli ormoni tiroidei ti aiuterà a seguire  tutte le tappe che permettono di stabilire la giusta dose di ormone e le eventuali  modifiche da apportare in condizioni particolari, come, ad esempio, la gravidanza, una depressione importante, le malattie cardiovascolari ed in generale tutte le malattie croniche.

La tiroxina o T4 e la triodiotironina o T3

La tiroide produce soprattutto T4 o L-tiroxina  ed in parte minore T3 o triodiotironina. La T4 è un ormone per lo più inattivo che viene trasformato nell’ormone attivo T3 dai tessuti periferici attraverso l’azione di un enzima chiamato desiodasi. Questo meccanismo permette una “autoregolazione” degli organi periferici che determinano la quantità di ormone attivo necessario al loro fabbisogno. Il legame della T3 con zone particolari della cellula, denominate recettore, innesca una reazione biochimica che porta all’aumentata produzione di  proteine essenziali per il giusto funzionamento della cellula.

Il tempo di dimezzamento dell’ormone T4 (emivita) è molto lungo (8-10 giorni). Dopo circa 7-14 giorni di assunzione di T4 si ottiene così un livello costante di ormone nel sangue. Il livello plasmatico di T4 è quindi determinato dalla somma delle ultime 7-14 compresse che hai assunto.

La lunga emivita della T4 ha il vantaggio di poter prendere una unica dose giornaliera e ancora, dosi diverse nei giorni della settimana. Per lo stesso motivo se un giorno non assumi una compressa non ti devi spaventare: non avrai alcun sintomo di ipotiroidismo né alcuna conseguenza. Ovviamente se dimentichi spesso la compressa avrai una dose inferiore di T4 nel sangue e potrai sviluppare i classici sintomi dell’ipotiroidismo.

Al contrario, la T3 ha un’emivita di poche ore, per cui è necessario prenderla almeno 2-3 volte al dì per avere una dose sufficiente nel sangue.  Inoltre, essendo l’ormone attivo, non consente il meccanismo di “autoregolazione” dei singoli organi. Sarà molto più facile, quindi, avvertire sintomi in caso di variazioni di concentrazione nel sangue anche minime. Per questo motivo, la terapia sostitutiva con T3 o con una combinazione di T4 e T3 viene usata più raramente ed in casi particolari.

Aggiustamento della dose  dell’ormone tiroideo

Per stabilire la dose giusta per te, all’inizio della terapia, sarà necessario fare dei dosaggi del TSH e della FT4 (frazione libera del T4 e cioè non legata alle proteine plasmatiche di trasporto dell’ormone) ogni 45-60 giorni. Il TSH è un ormone ipofisario che normalmente stimola la tiroide a funzionare. L’ipofisi, direttamente o tramite centri cerebrali superiori (ipotalamo), stabilisce quale debba essere il fabbisogno di ormone tiroideo in quel particolare momento e di conseguenza modifica la sua produzione di TSH.

Il TSH sarà alto se la dose di ormone assunto è insufficiente oppure sarà basso/soppresso se la dose è elevata.

Una corretta terapia “sostitutiva” con T4 prevede pertanto che il  TSH rientri all’interno di limiti di normalità. La maggior parte degli specialisti nazionali ed internazionali ritengono appropriato un valore del TSH tra 0,3 e 2,5 mU/ml.

In alcuni casi può essere necessario prendere una dose di L-tiroxina che sopprima il TSH a livelli inferiori a 0,1 mU/ml. Viene chiamata terapia “soppressiva” con L-tiroxina ed è indicata dopo un intervento chirurgico di tiroidectomia totale quando il tumore asportato ha alcune caratteristiche oppure quando si vuole tentare di bloccare la crescita di noduli tiroidei benigni. E’ preferibile evitare dosi soppressive in donne in menopausa, nei pazienti ad alto rischio di osteoporosi oppure nei cardiopatici o sopra i 60 anni, soprattutto se si tratta di una patologia tiroidea nodulare benigna.

Una volta raggiunta la dose desiderata è opportuno prevedere dei controlli ormonali  ad intervalli regolari e comunque ogni qual volta ci siano dei  sintomi quali una eccessiva stanchezza da diverse settimane, ripetuti episodi di tachicardia, variazioni di peso inspiegabili, alterazioni dell’alvo ed un eccessivo, anomalo senso di freddo o di caldo.

Assorbimento intestinale ed interferenze con cibo e farmaci

L’assorbimento intestinale della T4 è variabile da un soggetto all’altro e questo è uno dei motivi per cui due persone simili (stessi sesso, età, peso, altezza e consumo energetico) possono aver bisogno di dosi diverse di ormone tiroideo. Il cibo interferisce con l’assorbimento intestinale dell’ormone. Per questo motivo è preferibile assumere l’ormone tiroideo a digiuno ed aspettare circa 30-40 minuti prima della colazione, soprattutto se questa è abbondante. Se improvvisamente e senza apparente motivo, i dosaggi ormonali non sono più normali nonostante l’assunzione di dosi sostitutive in passato adeguate, sarà opportuno effettuare indagini volte ad escludere la presenza di gastrite (bruciori alla bocca dello stomaco, difficoltà a digerire, reflusso acido ecc..) o sindromi di malassorbimento. Qualora queste condizioni cliniche vengano confermate, la loro cura permetterà di riavere valori ormonali nei limiti.

L’ormone tiroideo che assumi è identico all’ormone che produce la ghiandola tiroidea. La sua azione non interferisce dunque con quella della maggior parte dei farmaci che dovrai forse un giorno prendere (antinfiammatori, antidolorifici, antibiotici ecc..). L’unica accortezza è di distanziare l’assunzione della T4 dall’assunzione degli altri farmaci per evitare che questi possano interferire con l’assorbimento intestinale dell’ormone

Situazioni fisiologiche o patologiche che richiedono una variazione della terapia

La dose di ormone tiroideo necessaria è piuttosto costante nel tempo e per questo bastano pochi controlli all’anno. Devi variare la dose solo in condizioni particolari quali una gravidanza, forti variazioni di peso, una depressione importante, una malattia cronica debilitante, una patologia cardiaca o quando sarai molto anziano.

L’ipotiroidismo può alterare la fertilità, provocare malformazioni fetali o provocare un aborto. Prima di iniziare una gravidanza assicurati che il livello di TSH sia normale (è auspicabile un valore inferiore a 2,5 mU/ml). In gravidanza il fabbisogno di ormone tiroideo aumenta mediamente del 40% a partire dalla 8° settimana fino alla 16° settimana di gravidanza. Si consiglia dunque di controllare subito il livello di TSH e di aumentare di un 30% la dose di tiroxina fin dall’inizio della gravidanza. Durante i primi 4 mesi è bene fare un controllo del TSH ogni mese e regolare di conseguenza la dose dell’ormone. E’ poi sufficiente fare un controllo alla fine del secondo trimestre ed uno a metà-fine del terzo trimestre. Nel caso di importante vomito gravidico vi è il rischio di un basso assorbimento dell’ormone tiroideo ed è spesso necessario raddoppiarne la dose. In tal caso devi essere seguita attentamente e dovrai fare dei controlli frequenti del TSH.

Dopo il parto devi ritornare alla dose che prendevi prima della gravidanza e ricontrollare i valori degli ormoni ogni 6-8 settimane. L’ormone tiroideo passa nel latte ed una dose eccessiva potrebbe causare agitazione ed insonnia al bambino.

Durante qualunque patologia cronica devi ricontrollare i livelli degli ormoni perché può essere necessario modificare la dose dell’ormone. In particolare nel caso di malattie cardiache il fabbisogno di ormone tiroideo è spesso inferiore. In tal caso è’ più prudente mantenere il livello di TSH più vicino ai livelli alti della norma per evitare una qualunque possibilità di sbagliare la dose in eccesso. Lo stesso succede nel soggetto molto anziano ed in tutti i casi con importanti ricadute sulla salute generale.

La depressione, ed in generale qualunque malattia psichiatrica, richiedono un’attenta valutazione del dosaggio della tiroxina (è preferibile evitare il T3 per il pericolo di sovradosaggio e la variabilità del livello plasmatico nelle 24 ore) che deve essere abitualmente ridotta. Anche qui l’eccesso di ormone tiroideo può peggiorare una patologia psichiatrica

Prima di un intervento chirurgico devi controllare gli ormoni tiroidei ed aggiustare la dose se il TSH non è normale in quanto un marcato ipotiroidismo può influenzare la tua sensibilità agli anestetici e la tua ripresa nella prima fase post-chirurgica.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali che troverai scritti nel foglietto illustrativo sono per la maggior parte dovuti ad un dosaggio sbagliato della dose. E’ dunque sufficiente modificare la dose dell’ormone T4 ed arrivare ad un livello corretto di TSH. Inoltre, sintomi quali nervosismo, tachicardia, stanchezza, insonnia possono essere causati anche da altri problemi o patologie. Pertanto non devi modificare la dose dell’ormone tiroideo senza aver verificato i valori del TSH e degli ormoni liberi ed averne parlato con il tuo Medico.

Le confezioni di tiroxina in commercio contengono delle quantità minime di lattosio. Tale quantità non costituisce un problema nella maggior parte dei casi ma comunque, se soffri di una forma grave di intolleranza al lattosio, e se pensi che quel prodotto ti dia dei problemi intestinali puoi parlarne con il tuo Medico per decidere di cambiare il  prodotto a basi di T4 .

Conclusioni

Queste raccomandazioni ti permetteranno di affrontare serenamente tutte le tappe della tua vita pur soffrendo di ipotiroidismo. L’ipotiroidismo è una patologia cronica che è facilmente compensata grazie ad una terapia orale con un’unica somministrazione al giorno. I livelli di ormone tiroideo sono abitualmente molto stabili e costanti per cui si possono fare dei controlli ematici periodici ogni 4-6 mesi. La possibilità di dosare il TSH rende facile l’individuazione della dose corretta per ciascun paziente nelle varie fasi della sua vita.

NOTA IMPORTANTE. Questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto vasto; tuttavia non possiamo escludere eventuali omissioni ed errori come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.  La Medicina è una scienza in costante evoluzione ed ogni paziente è unico nella sua condizione clinica; ribadiamo quindi che è solo il vostro Medico Curante che può illustrare la particolarità e quindi la prognosi della vostra condizione e che a lui solo spetta ogni conclusione diagnostica e terapeutica. Non rispondiamo in alcun modo di un uso improprio e non autorizzato delle informazioni fornite. Ultimo aggiornamento:Maggio 2008

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